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Scritto da Administrator
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Giovedì 19 Febbraio 2009 12:05 |
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L’arte è un campione rappresentativo, o un modello rappresentativo dei più caratteristici valori di una cultura. L’arte varia al variare di questi valori. Lo scopo dell’arte è proprio quello di esprimere dei valori latenti che tentano di affermarsi caratterizzando una cultura storica. Quello che rende arte un oggetto è dunque il fatto che quell’oggetto è stato scelto a rappresentare certi valori, o sistemi di valori, che non erano mai stati rappresentati prima nella storia e che sono ritenuti una novità, o che comunque sono ritenuti caratterizzanti per una cultura nascente, che si vuole affermare nella storia e che vuole, attraverso la rappresentazione di quei valori, costruirsi un’identità. Ciò vale anche se questi valori nuovi che si vogliono affermare sono valori anacronistici. La cultura che si riconosce nei valori anacronistici, infatti, si vuole affermare nella storia come un’idealizzazione di valori del passato. E’ chiaro che questa idealizzazione non può ripetere il passato, ma rappresenta il punto di vista di una cultura attualmente emergente, che idealizza il passato e che perciò rifiuta la direzione verso la quale è orientato il progresso. Ciò che confuta con maggiore evidenza le teorie statiche dell’arte, quelle che ritengono l’arte incommensurabile, eterna e senza progresso, ma orientata verso eterni e immutabili valori umani, perciò apprezzabile secondo il metodo del tutto o nulla (se è arte, allora è incommensurabile ed eterna, altrimenti non è arte) è proprio il fatto che, per quanto si vogliano perseguire valori anacronistici, l’arte è sempre databile storicamente. L’incommensurabilità semmai è dovuta alla diversità e originalità degli scopi delle diverse culture storiche. Se gli scopi sono raggiunti, gli oggetti che rappresentano storicamente questo raggiungimento sono arte, quelli che continuano a raggiungere gli stessi scopi già storicamente rappresentati, magari perfezionandoli tecnicamente, sono opere di artigianato.
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