Concerti aleatori per azioni (1971-1975) I Concerti Aleatori per Azioni furono eseguiti nel mio studio e in alcune gallerie d’arte dal 1971 (Lombardo 1972, 1972b, 1976, 1980, 2002b, Oliva 1972, Ponente 1974, De Marchis 1973, 1976, D’Amore 1976, Ruggeri 1976, Thoren 1976, Vincitorio 1976, Cortenova 1977, Crispolti 1978, Boccacci 1978, Homberg 1978, Lombardo, Mambor, Tacchi, Fini 1980, Calvesi et al. 1995, Nardone 2001). Volevo provocare in laboratorio un comportamento spontaneo, un’interazione difficile in un gioco in cui le persone si dovevano aprire al rischio realistico dell’insuccesso (eventualità). Il compito, configurato come una gara, era di indovinare la giusta mimica di facce, la giusta frase da declamare, la giusta posizione del corpo da assumere e così via (Lombardo 1972, 1972b, 1980; Ponente 1974; De Marchis 1976). In questo gruppo di lavori, quello più noto ed eseguito più spesso è il Concerto per Danzatore. Il danzatore indossa una speciale uniforme: un cappello bianco nella metà destra, nero nella metà sinistra, una casacca bianca sul davanti, nera sul dietro, con la manica destra gialla e la manica sinistra verde. Vestito in questo modo il danzatore è facilmente riconoscibile in tutti i suoi possibili movimenti da parte di dieci esecutori musicali, i quali devono semplicemente indicare la posizione del danzatore in tempo reale, pertanto un esecutore indica se il braccio sinistro è flesso o disteso, un altro esecutore fa la stessa cosa con il braccio destro, un altro ancora indica se la gamba sinistra è flessa o distesa, eccetera. Ciascuno dei 10 esecutori, manovrando una levetta, invia segnali binari (a,b) ad uno strumento elettronico seguendo le posizioni dinamicamente assunte dal danzatore. Solo quando tutti i segnali corrispondono a una speciale sequenza binaria detta soluzione (che era stata estratta a sorte in precedenza e sconosciuta sia al danzatore che agli esecutori) lo strumento elettronico tace e il concerto termina. Prima di ciò lo strumento emette frequenze acustiche più o meno alte in proporzione al numero di errori commessi dal danzatore nel tentativo di indovinare, per tentativi, la sequenza estratta a sorte. Il danzatore però, facendo i suoi tentativi, compone involontariamente una melodia stocastica. Lo scopo del danzatore è di fermare la musica, non di essere espressivo. Involontariamente però è molto espressivo perchè non riesce a indovinare la posizione giusta, si emoziona, perde il controllo estetico dei suoi movimenti. Ciò che lo rende espressivo è lo sforzo, nel tentativo di risolvere un problema, e l’insuccesso nel liberarsi del compito. Gli errori che egli commette sono spontanei (Lombardo 1986) e accadono sul piano della realtà (eventualità), non sul piano della finzione teatrale. Il Concerto per Due Mimi aveva la stessa struttura logica del Concerto per Danzatore, ma in questo caso le dieci combinazioni di scelte binarie riguardano le posizioni della bocca, degli occhi e delle sopracciglie di due mimi. Nel Concerto per Due Bacchette una persona deve trovare la giusta combinazione fra 1024 modi di tenere in mano due bacchette da direttore d’orchestra. Il Concerto Linguistico merita una nota particolare. Due poeti si sfidano a inventare la frase che riuscirà a far tacere la musica declamando una frase senza senso a turno. La frase deve combinare requisiti di accentuazione, di numero di parole, di presenza di vocali o consonanti, di lettera iniziale o finale di alcune parole. La difficoltà del compito mette a dura prova i contendenti, specialmente se la sfida avviene in pubblico, costringendoli a inventare frasi assurde che, alla fine del concerto, vengono rilette in una veste nuova: come poesie eventualiste. Si scoprono allora le associazioni di significato o di fonazione che sottostavano all’invenzione estemporanea, svelando imprevedibili e a volte notevoli significati poetici. |