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Lun 06 Febbraio 2012
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Sfera con sirena (1968-1969)

Sergio Lombardo - Sfera con sirena

Nel 1968 i principali problemi nei quali ero coinvolto erano: l’eventualità, la spontaneità e l’interattività. La minimalità, la strutturalità e l’astinenza espressiva mi erano già chiari e la profondità non era ancora un problema. Volevo creare una situazione a sorpresa in cui il visitatore della mostra si trovasse involontariamente a giocare il ruolo dell’attore, anche se era venuto nel ruolo di spettatore. Per fare questo avrei dovuto creare una situazione d’emergenza. Costruii una sfera che, se spostata da una posizione X, emette un suono di sirena d’allarme udibile nel raggio di 800 metri. L’allarme cessa solo se la sfera viene riportata esattamente nella posizione iniziale. Il problema è che in una sfera non vi sono punti di riferimento dai quali se ne possa dedurre l’orientamento, perciò per ritrovare la posizione ariginale, una volta che la sfera è stata spostata, bisogna tentare a lungo, girandola empiricamente in tutte le direzioni fino a quando la sirena smette. Quest’oggetto fu esposto a Roma alla galleria La Salita e alla Sesta Biennale di Parigi nel 1969, nonchè alla Biennale di Venezia nel 1970 (fig.30). La varietà delle interpretazioni della critica, ma soprattutto della stampa quotidiana e settimanale, fu tremendamente ampia, ne riporto qui di seguito qualche stralcio. "Intervista con uno del pubblico che ha mosso le sfere: - Appena le sirene hanno cominciato a gridare io sono fuggito. Ci sono due porte. Ho preso quella interna. Un tortuoso corridoio da labirinto mi ha stretto. Qui sono in trappola, ho detto. Sono tornato indietro uscendo dalla porta esterna che dà sul caffè all’aperto. Le sirene urlavano indemoniate. Dovevo avere un’espressione di colpa. Dai tavoli mi hanno guardato con odio. Mi sono vergognato come un ladro -" (Santini 1970). ". . . la "Boule Hurlante" di Sergio Lombardo. . . una nota di umorismo felice, che ci ripaga della noiosità circostante" (Restany 1970). "Lui stesso un po’ sorpreso dell’invito, il romano Lombardo è un artista che lavora ai margini dei generi scultura e oggetto, lavora poco, e con sospetto verso i destini estetici dell’arte. Interpretate come volete l’angoscioso, sinistro scatenarsi di una sirena, allorchè muovete l’innocua sfera di plastica in cui s’annida. . ." (Trini 1970). "Come mi piacerebbe capire il significato di queste palle rosse gialle nere. . ." ( Carrieri 1970). "Avvicinandosi all’uscita, si sentono improvvisamente urlare le sirene. E’ la musica delle sfere di Sergio Lombardo. . ." (Dzieduszycki 1970). "Le bocce urlanti dell’italiano Sergio Lombardo hanno riscosso molti consensi, anche se un anziano inglese. . .ha attraversato di corsa la sala urlando di far cessare quel baccano" (Duse, Paglia 1970). "Dei sette, Sergio Lombardo è il più strepitoso. Ha costruito sette sfere di plastica, di diversi colori, diametro un metro. Se si fanno rotolare, emettono un fischio di sirena simile a quello delle autoambulanze. Soltanto in una, delle infinite posizioni possibili, il sibilo cessa. E gentilmente l’artista, simpaticissimo giovanotto, si affretta a far tacere questo o quall’ordigno, il quale sopraffacesse i timpani. Qui si, la gente ride, e si diverte. Come bambini. . ." (Buzzati 1970). La volgare superficialità di alcuni visitatori abituali però mi mise a disagio. Dopo i primi giorni di sorpresa alcuni visitatori tornarono molto spesso solo per giocare con le sfere, alcune signore vi condussero appositamente i bambini e alcuni fotografi invitarono delle indossatrici per fare foto pubblicitarie. Forse in queste occasioni per la prima volta sentii il bisogno estetico della profondità e di un più attento, rispettoso, impegnativo comportamento del pubblico. Inoltre in tale occasione mi apparve molto chiaro il rapido decadimento dell’ evento, poichè, mentre i primi giorni le reazioni furono contrastanti, scandalizzate o entusiaste, nei giorni successivi l’evento assunse sempre più i connotati della mondanità.